"Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi" Bertrand Russell
La mini-vacanza è finita, un po' di sole l'abbiamo visto, mia madre e mia nonna sono state felicissime dei tre giorni al mare, quindi bene così, anche se mi sento più stanca di quando sono partita... non ho dormito bene in albergo. Al ritorno ho trovato 19 email (*), una buona metà delle quali chiedeva risposta, la casa sottosopra e un temporale fragoroso che mi ha impedito di stendere fuori almeno la prima parte della montagna di roba da lavare che avevo riportato.
Però finalmente ho dormito profondamente... e ho fatto uno strano sogno, che aveva a che fare con un uomo, incontrato in un supermercato a L'Ile-Rousse in Corsica, tanti anni fa (già sei anni fa!). Un episodio che non ricordavo assolutamente... eppure nel sogno ho rivissuto con la stessa intensità il mio rammarico all'arrivo di ciccio nella corsia dei detersivi, ad interrompere la conversazione tra me e questo bellissimo signore francese che mi aveva chiesto consiglio su quale prodotto acquistare. Occasioni mancate, eh...
(*) Continuo a non capire perché in alcuni alberghi dotati di rete wifi io non riesca ad accedere alla connessione con il mio mega ultra smartphone, che invece si collega immediatamente alla rete di casa o a quella dell'ufficio. A che serve fornire la password al cliente se poi ci sono mille altri inghippi nel sistema che impediscono la connessione?
Il libro di Anne Tyler "La bussola di Noè" è una buona lettura estiva. A Noè sono dedicate solo poche righe, per dire che in effetti era un po' cattivo, ha salvato due animali per ogni specie ma ne ha lasciati morire chissà quanti milioni. Il resto del romanzo parla di solitudine, di incomunicabilità e di occasioni perse nella vita, il che mi ha ricordato parecchi episodi del mio passato. Sì, in effetti il protagonista vuole recuperare un ricordo, e alla fine ne fa recuperare alcuni anche ai lettori.
Domani si parte, le previsioni del tempo sono molto poco rassicuranti per il fine settimana, quindi metterò due libri in valigia anziché uno solo. Se piove, infondo è meglio, mi verrà risparmiata la fatidica prova-costume...
Pare che fossero un gruppo di DJ londinesi, nove persone, arrestati per truffa, ma direi una signora truffa...
Hanno scritto 19 canzoni, le hanno messe su Amazon e iTunes, le hanno scaricate ripetutamente con account falsi utilizzando i dati di carte di credito rubate, generando in questo modo un guadagno per diritti d'autore a loro nome pari a circa 200.000 sterline.
Lasciando da parte per un attimo il furto o la clonazione di carte di credito, ma come ti viene in mente di comporre 19 canzoni al solo scopo di metter sù una truffa, che a quel punto, magari le vendi lo stesso, se non sono tante male? 
Sabato pomeriggio al supermercato: prima di noi alla cassa, una famigliola, padre madre e bambino di 4 o 5 anni, carrello pieno. Totalizzano un bel 140 euro e spiccioli. La mamma estrae una carta bancomat, digita il pin. Dopo diversi munuti di attesa la cassiera le comunica che la carta bancomat è bloccata. La signora vuole riprovare, ma la cassiera le spiega che non è un problema di linea, né di errore del pin, è proprio bloccata. Riprovando, stesso risultato, infatti. Allora dal borsellino della signora esce una carta di credito. Stesso messaggio sul display, carta bloccata. Ne tira fuori un'altra, e un'altra ancora, tutte bloccate. Intanto la fila di carrelli in attesa cresce e qualcuno comincia a borbottare. La famigliola non batte ciglio, non si scompone (io sarei diventata viola, mi sarei prodigata in scuse, avrei sospettato una clonazione o come minimo un'errore del mio istituto di credito...). Il papà, che intanto aveva imbustato tutta la spesa, chiede alla cassiera di aspettare un attimo, che vanno a fare un prelievo e tornano a pagare (un prelievo? E con cosa?). La cassiera dice che va bene, ma la spesa la devono lasciare. La mammina, che nel carrello aveva messo anche un grosso camion giocattolo per il figlio, si offre di lasciare in pegno una fotocopia della carta d'identità. La cassiera si allontana per andare a parlare con la Direzione... Passano parecchi minuti, tornano in tre, parlottano con la famigliola, che alla fine si allontana a mani vuote, lasciando il carrello pieno di spesa già imbustata, surgelati compresi.
E' chiaro a tutti che non preleveranno un bel niente, e che non torneranno. E' chiaro a tutti che ci hanno provato: non si può non sapere che ben 3 carte di credito e un bancomat ti sono state disattivate. E' anche chiaro a tutti che la crisi sarà pure "psicologica", ma che qualcuno al 20 del mese non ha soldi per la spesa, e tira avanti di espedienti come questi.
E intanto la terra trema, e mio figlio piccolo vuole dormire nel lettone perché ha paura.
Mi piacerebbe tanto sapere se c'è una ragione, onesta, per cui l'Enel, dopo aver installato i contatori elettronici ed aver sbandierato ai quattro venti tutti i pregi e i vantaggi della telelettura per noi utenti, continua a mandarmi bollette calcolate su un consumo stimato. Non capisco per quale strana ragione io debba anticipare regolarmente a questi enti denaro per consumi presunti sempre calcolati in eccesso, in attesa di un conguaglio che di solito arriva dopo 12 mesi. Un motivo ci sarà, ne sono certa. Sarebbe bello se anche noi comuni mortali ne venissimo a conoscenza.
Corsera di oggi, aperto alle pagine 10 e 11. Sulla pagina a sinistra:
L'OCSE: scuola italiana in coda, costa troppo e ha prof vecchi.
Sulla pagine di destra:
Gelmini: penso a un bonus per chi studia alle private.
Anche in questo caso, una ragione sicuramente c'è (ma sarà onesta?), se, a fronte di una scuola pubblica in rovina, il governo si preoccupi di dare soldi alle famiglie degli studenti che scelgono la scuola privata. A me sfugge. Dice la ministra "Il dossier [dell'OCSE] pubblicato dà ragione alle nostre riforme". Davvero? Certo, beh, bocciare tutti gli studenti somari, far ripetere l'anno al 50% delle classi forse sarà un inizio per migliorare la nostra posizione nella classifica dei paesi Ocse. Un punto non mi è chiaro: quand'è che si comincerà a bocciare i professori che hanno promosso fino ad ora quegli studenti, i quali, nella maggior parte dei casi, erano somari pure l'anno scorso o due anni fa; quand'è che si comincerà a bocciare i professori che si presentano ai colloqui con i genitori completamente ubriachi, che usano il cellulare in classe, che fumano in corridoio, che insegnano italiano e non conoscono i versi di Ungaretti.
Non fraintendetemi, non voglio difendere gli studenti, so che il livello culturale dei giovani in Italia sta calando pericolosamente. Temo solo che il livello non possa risalire solo grazie a strategiche bocciature di gruppo. Gli ostacoli sono tanti, e non riguardano solo la classe insegnante (che non è, a mio avviso, così malmessa, ma bastano un paio di elementi come quelli succitati per farmi cascare le braccia...).
In classe di mio figlio grande (*), 7 bocciati su 22. 5 rimandati (anche se il termine non si usa più, il succo è lo stesso). Quei sette, potevano essere bocciati tranquillamente sin dal primo anno di liceo.
Il piccolo è alle prese con gli esami di terza media, oggi 4° giorno, la prova INVALSI. Che cos' è? "Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione", In parole povere, i quiz a risposta multipla. Qui si può vedere un esempio. L'esame orale, grazie ad una estrazione sfavorevole e alla concomitanza dei referendum il 21 e 22 giugno, slitta per lui a sabato 27. Che secondo i miei programmi, dovevamo già essere al mare dalla sera prima, tutti e quattro con mia madre e mia nonna al seguito. Mh.
(*) Ah, figlio grande promosso con la media del 7,6 (è in calo pure lui, comunque).
Per oggi non mi perdo niente: su Rai2 c'è un telefilm di nessun interesse (roba di dinosauri) e su Rete4 un film, "L'urlo dell'odio", che dal titolo non mi dice assolutamente niente, nonostante la presenza di Alec Baldwin e Anthony Hopkins. Poteva essere carino rivedere "Il barbaro e la geisha", che "parla dell'americano Henry (definito dai giapponesi 'barbaro' in quanto straniero), che in qualità di console venne in visita per stabilire contatti con l'impero giapponese, nel tentativo di convincerlo ad aprire i porti, uscire dall'isolamento e firmare un trattato di collaborazione con gli USA. I fatti sono ambientati attorno al 1858" (Wikipedia). Solo che va in onda nel pomeriggio, quindi non avrei potuto rivederlo comunque.
Tra l'altro, so che è appena arrivato a casa il pacco con i miei ultimi acquisti su IBS, quindi non c'è pericolo di annoiarsi! Dentro il pacco troverò "Perdas de fogu" di Massimo Carlotto, "Almeno il cappello" di Andrea Vitali (grazie a Marina) "La bussola di Noè" di Anne Tyler (grazie a Nick Hornby). Poi c'è il DVD di "Tora! Tora! Tora!", un film che mi è sempre piaciuto e che ho voluto prendere anche per farlo vedere a mio figlio piccolo, il quale sta facendo gli esami di terza media e all'orale il tema conduttore della sua interrogazione sarà il Giappone, quindi per storia, la Seconda Guerra Mondiale soffermandosi su Pearl Harbour (una frase un po' troppo lunga, chiedo scusa...). Mi sono ripromessa di non iniziare altro libro prima di aver finito i due che ho attualmente sul comodino, ma le mie promesse sono quasi sempre da marinaio, come quando dico che "da domani comincio a stare a dieta"...
Domani è un grande giorno: finalmente non rischierò più di imbattermi in emiliuccio feduccio facendo "zapping" con il telecomando.
A casa mia, ci sono tutti televisori vecchi (vecchissimi) e nessun decoder acquistato. Né qualcuno ne ha previsto ancora l'acquisto. Io sono quella meno intenzionata, ogni giorno di meno. Apprendo dalla pagina inziale di Google News che l'arrivo del digitale terrestre a Roma è stato festeggiato in piazza con il contributo di grandi personaggi, come Michel Altieri e Jessica Polsky che GIURO non ho la minima idea di chi diavolo siano, né ci tengo ad impararlo. L'articolo in questione, tra l'altro si intitola "IL mediaset dayS", allora o è "i" o è "day", ma va bene, non posso pretendere che ancora qualcuno conosca le regolette scolastiche.
E a proposito di elezioni: Succede anche questo!
Che poi, una volta, mi ricordo, la tv e i giornali ci informavano puntualmente sul numero e relativa percentuale delle schede nulle e bianche. Come mai non si usa più?
Reduce da un pranzo a base di soba con il capo, con il wasabi che ancora mi fa su e giù, ho trovato una mail dell'amica che vive nei pressi di Tarragona e non ho avuto il coraggio di aprirla. Tanto non ho il tempo di rispondere, mi dico. Mi vergogno anche.
Tra un pezzo di lavoro e l'altro, cerco di risolvere due problemi: il nuovo Nokia di mio figlio che era sprovvisto di pennino - la garanzia e il prolungamento della garanzia non coprono gli accessori quindi peggio per noi che non abbiamo controllato la presenza di tutto nella scatola al momento dell'acquisto - e il guasto del MIO Toshiba, che sembra non tanto grave (la "ventola" dico io, il "dissipatore" dicono quelli colti), ma comunque difficile da gestire, e lungo. Ah, rientro nella garanzia Toshiba per 10 giorni. Non so se era meglio uscire dalla garanzia Toshiba ed entrare nella garanzia Mediaworld. Comunque mio figlio piccolo è sistemato, senza pc, almeno studierà per gli esami (uuh come m'illudo!).
Ho fatto il mio dovere di cittadina e ho votato, tappandomi il naso, gli occhi e le orecchie. Per il mio comune no, ho votato un candidato che conosco, che è più a sinistra del PD. Non me ne viene nulla, l'ho fatto solo perché lo ritengo - per ora - una persona seria, poi chissà.
Sabato invece sono andata alla nuova isola ecologica - si chiama così - del mio paese. E' un piazzale sterrato in mezzo al nulla, con un cassone enorme al centro, e un omaccio in canotta grigia sudata seduto su un escavatore gigante. Ti urla "Che c'hai??", tu gli dici "Un materasso!", e lui "Mettilo dritto sulla palaaa!" e sdrang, via nel cassone. "E poii?"... "Un'asse da stiro!", "E' de feroooo?", "Sì, è di ferro": "Allora mettila dritta sulla palaaaa!" e sdreng, via nel cassone.... Il vecchio pc però non se l'è voluto prendere. Allora vorrei sapere dove si deve buttare un vecchio pc?
Era l'anniversario della morte di papà, il 29. La vedova inconsolabile mi aveva comunicato che ci sarebbe stata una messa. Ci ho pensato per qualche minuto: orario impossibile per chi lavora, luogo molto distante dalle zone che io frequento normalmente. Cerimonia religiosa ai miei occhi insignificante. Nessunissima voglia di vedere lei, le figlie, i cosiddetti amici di famiglia. Un concentrato di ipocrisia che mi rimane sempre sullo stomaco. Quindi niente, non ci sono andata. Neanche i miei fratelli ci sono andati, più o meno per gli stessi motivi (per uno dei due, l'aggravante che vive a Monza). In serata, tutti e tre abbiamo ricevuto un languido sms dalla vedova inconsolabile, con accenno a quanto sia stata toccante la cerimonia, alla quale "erano presenti tutte le persone che gli volevano bene". Tranne i suoi figli. E conclude con "un triste abbraccio". Avevo già preparato la risposta, ma ciccio mi ha fermata, dicendo che era meglio lasciar cadere la cosa, ignorandola. Sì, forse è meglio. Avrei voluto risponderle che si raccoglie ciò che si semina, ma non so se avrebbe capito. E comunque sono allergica a queste funzioni, così come ai cimiteri. Mi piace ricordare i morti a me cari in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, non necessariamente quando ricorre l'anniversario, non necessariamente davanti ad una lastra di marmo e ad un mazzo di fiori marciti. Ieri a cena abbiamo riparlato di quando papà venne a trovarci a Numana, lui che non andava mai al mare, di quanto fosse buffo il suo costume da bagno anni '70 riemerso da chissà quale cassetto, e di quante risate ci fece fare durante il pranzo al risorante sulla spiaggia. Per me, il modo migliore di pensare ad una persona che non c'è più.

corradovecchi in La mini-vacanza &egr...
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Mareprofondo in La mini-vacanza &egr...
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vitarosa in Il libro di Anne Tyl...
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